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Ricordiamo che, per effetto del Dpcm, sono sospese tutte le nostre attività.

Ciao amici, dolci compagni di sventure,

Il Teatro della Contraddizione è stato un progetto nato dal sottosuolo, un mondo parallelo, una pratica che sulla carta, una carta scritta male, non sarebbe dovuto esistere, così, senza appoggi, legittimazioni, senza genitori culturali, economici o politici. Una possibilità scavata con le mani di tutti gli utopici passati da qui in questi 20 anni. Noi tutti, che in nome di qualcosa di più grande di noi, un’Opera, un Progetto, abbiamo messo in secondo piano noi stessi e le nostre economie. Noi, che usando questa disposizione, ci hanno sfruttato o ignorato, approfittando della nostra attitudine a mettere davanti a tutto la nostra funzione artistica e sociale, l’idea di essere un bene comune, quando intorno le istituzioni gridano che l’arte è prima di tutto un’ impresa. Questo, in grande sintesi, è il genere di Noi che è stato condannato per esercizio abusivo di locale di pubblico spettacolo. E cosa c’è di meglio che accusare questi falliti del capitalismo se non di essere degli imprenditori?

A fine febbraio eravamo pronti per lanciare il Crowdfunding per tentare il salvataggio del Teatro, da concludersi entro il 27 maggio, oggi, data in cui dovevano essere finiti i lavori di adeguamento, pena la chiusura. Un’emergenza, più importante della nostra, ha deciso che questo salvataggio non era possibile. Abbiamo chiesto una proroga che fosse proporzionata al tempo di lockdown, facendo inoltre presente le difficoltà economiche sopraggiunte. Questa richiesta è stata accolta parzialmente, la scadenza è stata spostata dal 27 maggio al 29 luglio, due mesi, a fronte di 4 mesi di chiusura. Sappiamo tutti, ognuno sulla propria pelle, che quando dobbiamo adempiere ai doveri dello Stato non c’è scampo, mentre quando è lo Stato a dover fare qualcosa per noi il tempo si dilata e ogni diritto scompare. Non pensiamo sia giusto, ma non siamo in grado di opporci a questa deriva, pochi lo sono. Oggi la situazione è molto più compromessa di allora, e non solo per noi, ma crediamo che il problema non si possa più lasciare in sospeso; in qualche modo, anche fallimentare, dobbiamo reagire. La situazione meno piacevole che potesse capitarci è quella odierna: lanciare una richiesta di aiuto quando tante barche rischiano di affondare. Ma non abbiamo scelta.

Ed è a questo punto che abbiamo deciso di presentare alla commissione il Teatro in Piedi, ossia senza posti a sedere. Una misura drastica, per mancanza di fondi, e di tempo, certo, ma necessaria e più che mai attuale: in questo tempo di limitazioni insostenibili, acquistare una nuova platea già desueta ancor prima di essere utilizzata, che in virtù del distanziamento sociale potrebbe accogliere non più di 15 posti a sedere, sarebbe uno spreco e lo spreco è, oggi, ancora più osceno. Senza dimenticare quanto uno spazio che sia definitivo, non elastico, poco rappresenti le nostre articolate modalità di relazione, dove il pubblico starebbe da una parte e il performer dall’altra, per sempre.

Presto avremo bisogno del vostro sostegno e di un aiuto per divulgare il prossimo Crowdfunding, unica possibilità che ci resta, dato che non esiste nessun aiuto istituzionale per realtà come la nostra.
Siamo coscienti che sarà difficile raggiungere i 70000 euro che servono, ma cosa altro possiamo fare se non provarci?
Pensate alla soddisfazione di contribuire a salvare il primo Teatro in Piedi della storia moderna.


Teatro della Contraddizione – via della Braida, 6 – 20122 Milano
025462155 – info@teatrodellacontraddizione.it

Categories: INIZIATIVE, PROMPT

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