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Teatro Litta

Produzione

COMPAGNIA OYES

dal 21 al 23 febbraio 2020

IO NON SONO UN GABBIANO 

ideazione e regia Stefano Cordella
drammaturgia collettiva

con Daniele Crasti, Claudia Gambino, Francesco Meola, Dario Merlini, Dario Sansalone, Umberto Terruso, Camilla Violante Scheller, Fabio Zulli

disegno luci Giuliano Almerighi/Stefano Capra
sound design Gianluca Agostini
costumi Stefania Coretti, Simone Pisani
assistente alla regia Noemi Radice
organizzazione Valeria Brizzi, Carolina Pedrizzetti

con il sostegno di Mibac, Fondazione Cariplo, Next-laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo 2017/2018, Centro di Residenza della Toscana (Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro) – produzione Compagnia Oyes

durata: 60 minuti

Io non sono un gabbiano_Foto Luca Meola

Il punto di vista di Margareth

La scena è vuota; nera e vuota.
Luci misurate e semplici gesti.

Gli attori compaiono e gestiscono lo spazio; quest’ultimo, si muove assecondando le descrizioni delle voci, delle movenze e degli accenti, pronti a prendere posto nella composizione di una scena che, in realtà, si compie solo nella nostra immaginazione.

“Io non sono un gabbiano” è un lavoro che si mostra, piano alla volta, con timida e giocosa forma esteriore per poi dispiegare un complesso groviglio di relazioni che richiamano, a voce incessante, attenzione e considerazione. E’ un crescendo in cui l’analisi dei personaggi viene modulata da un attento gioco scenico. La tensione emotiva viene stemperata da ironia e giocosità, insieme a una capacità di astrarre ma non di distrarre. Una sorta di “pausa partecipativa” per poi riprendere il pesante carico narrativo verso cui protende la pièce.

Più che una rilettura, questo lavoro lo definirei quasi un tipo di possibile “sliding doors” teatrale. Ossia, quello che avviene nel racconto di Cechov qui diventa il pretesto per una evoluzione narrativo-discorsiva e un approfondimento analitico sull’uomo che, attraverso la disanima del cuore umano, viene condotto non alla morte ma al possibile superamento del buio esistenziale. 

Il “Teatro nel Teatro” si palesa senza filtro alcuno. Gli attori non sono pedine di un destino già scritto ma si prestano al ruolo di esperti sub pronti a tuffarsi nei mari più profondi e torbidi per andare a ricercare quel gioiello disperso sui fondali irraggiungibili e non visibili…

La regia appare semplice ma non lo è affatto. In realtà è misurata e precisa. Riesce a concentrare e contrarre i dialoghi; a dilatare e allargare le intuizioni per alleggerire e stemperare le tensioni riportando equilibrio oppure ristabilendo attesa per la successiva formula di esternazione emozionale.

Siamo partecipi come contemporanei ma anche succubi come spettatori di una pièce che decostruendo cerca di ricostruire una logica più armoniosa e organica di quel desiderio profondo dell’uomo che è il riconoscimento di ciò che è, di ciò che sa fare, di ciò che sa esprimere, di ciò che sente profondamente.

Questo spettacolo è una bilancia capace di pesare l’amore umano attraverso lo smarrimento e la rincorsa di se stesso.

Margareth Londo

Io non sono un gabbiano_Foto Luca Meola

Io non sono un gabbiano è uno spettacolo di Oyes, compagnia Premio Hystrio Iceberg 2018 e tra le nuove realtà di rilevanza nazionale under 35 riconosciute dal Mibac per il triennio 18/20.

“Una commedia con poca azione e un quintale d’amore”: così Cechov presenta il Gabbiano all’editore Suvorin. Nella nostra riscrittura a dominare le relazioni tra i personaggi è un amore inquinato dal bisogno di essere considerati, un amore performativo che reclama attenzione”. Stefano Cordella

Io non Sono un Gabbiano si apre con il funerale di Arkadina: la comunità si riunisce per ricordare la grande attrice. Le orazioni di amici e parenti assumono l’aspetto di performance artistiche, dato che quasi tutti i partecipanti sono, o si sentono, artisti. Tutto diventa performance: dalle più semplici dichiarazioni d’amore al momento della morte, ultimo grande show. Sembra che i personaggi di questa commedia facciano di tutto per non essere felici, come se ci fosse una inesorabile tensione al fallimento. In quadri spietatamente tragicomici, resta a salvarli solo la consapevolezza, la capacità di sopportare, mettendo da parte quei sogni di gloria così tremendamente vivi in gioventù.   

Io non sono un gabbiano_Foto Luca Meola

Motivazione PREMIO HYSTRIO ICEBERG 2018 – Compagnia Oyes

Nell’osservare il percorso artistico degli Oyes, si percepisce un chiaro senso di solidità. Sono infatti un gruppo numeroso ma senza isterismi, caratterizzato da poche ma pensatissime produzioni, con un brillante lavoro organizzativo alle spalle e la capacità di vincere in scioltezza premi e bandi, diventando in breve una realtà riconosciuta su scala nazionale. Ma in questa concretezza si aprono anche improvvisi squarci di sana follia. Come ad esempio riscrivere Cechov calandolo nel contemporaneo in Vania o in Io non sono un gabbiano. È stato proprio questo azzardo, il coraggio di guardare in faccia la tigre senza uscirne con le ossa rotte, a segnare una svolta nella giovane compagnia nata nel 2010 intorno a un gruppo di diplomati dell’Accademia dei Filodrammatici, dandole una riconoscibilità artistica sempre più precisa. Le drammaturgie originali, come Va tutto bene o Il preferito, divengono così ispirazione per uno sguardo registico maturo, capace di intrecciare la propria autorialità con la semplicità del segno estetico e con un senso collettivo del fare teatro. Per la serietà con cui stanno facendo crescere un progetto ambizioso e per quel pizzico di sfrontatezza creativa che da sempre caratterizza i talenti più belli assegniamo alla Compagnia Oyes il Premio Hystrio Iceberg 2018.

Lo spettacolo ha debuttato in anteprima al Festival Primavera dei Teatri di Castrovillari nell’estate del 2017. Da lì l’inizio di una fortunata tournée che ha permesso alla compagnia di essere inserita in importanti teatri e circuiti nazionali, tra cui il Piccolo Teatro di Milano, dove lo spettacolo ha realizzato il tutto esaurito nel novembre 2018.


MTM Teatro Litta | Corso Magenta 24, Milano

da martedì a giovedì ore 20:30

BIGLIETTERIA MTM | 02 86 45 45 45 – biglietteria@mtmteatro.it Prenotazioni e prevendita da lunedì a sabato dalle 15:00 alle 19:30

PREVENDITA ONLINE | Biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito www.mtmteatro.it | I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Categories: IN EVIDENZA

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