Print pagePDF pageEmail page

TRIENNALE MILANO TEATRO

25-26 ottobre 2019
ore 20.00

Kinkaleri Italia

<OTTO>

foto: Ilaria Costanzo

progetto, realizzazione: Kinkaleri – Matteo Bambi, Luca Camilletti, Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco, Cristina Rizzo / con: Filippo Baglioni, Chiara Bertuccelli, Andrea Sassoli, Mirco Orciatici / produzione: KLm | Kinkaleri / in collaborazione con: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Teatro Metastasio | Contemporanea Festival, spazioK. Kinkaleri / con il sostegno di: Regione Toscana, MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello spettacolo 

Durata: 60 minuti

foto: Ilaria Costanzo

Ritorna a Triennale Milano Teatro una delle compagnie di punta della ricerca in Italia negli ultimi trent’anni, Kinkaleri: per l’occasione, il collettivo toscano sceglie di riprendere e di riportare in scena con un cast completamente rinnovato, a quindici anni esatti dal suo debutto, una delle sue performance storiche, quella che più di tutte ha contribuito ad affermare il collettivo tra le massime espressioni della performing art italiana (e non solo).

foto: Ilaria Costanzo

Vero e proprio classico del contemporaneo, vincitore del Premio Ubu nel 2002 (in anticipo sul debutto stesso in forma definitiva, avvenuto il 16 gennaio 2003), <OTTO> è un lavoro incentrato sulla necessità di capire cosa ci sia ancora di vero in uno spettacolo, un meta-spettacolo che naviga nel vuoto, mettendo al centro il concetto di crollo, a pochi mesi dall’attacco alle Torri Gemelle, come l’emblema più autentico di una nuova era.

foto: Ilaria Costanzo

La sinossi della performance è apparentemente tra le più semplici: una persona entra in scena e cade. Più precisamente: non entra per cadere, ma cade perché entra. Una caduta che potrebbe essere l’unica, in assoluto, che contiene tutto lo spettacolo, alla quale seguono altre cadute, che possono essere considerate delle note a piè di pagina, evoluzioni di quella prima archetipica caduta. Questa caduta ritorna oggi, a distanza di quindici anni, per tentare di rapportarsi con una nuova generazione, per capire se il crollo che era stato individuato in quei primi anni duemila è ancora in divenire, se siamo nella polvere, oppure se ci troviamo già in un iceberg staccato che si muove verso altre direzioni.

foto: Ilaria Costanzo

In occasione dello spettacolo, all’interno del palinsesto di EXTRA – il calendario di attività collaterali che accompagna la stagione di Triennale Milano Teatro – venerdì 25 ottobre alle ore 21.30 uno speciale DJ Set (a cura di Carlos Finger), che animerà gli spazi di Triennale Milano con sonorità dai toni sperimentali. Ingresso libero.
La serata rientra nel palinsesto di Open Night, nuova proposta di Triennale
Milano che, grazie all’orario di apertura prolungato fino alle 22.30 e a un ricco calendario di appuntamenti serali, permetterà di vivere appieno la programmazione di Triennale e la sua offerta al pubblico, dagli spettacoli alle mostre alle proposte di Caffè Triennale con il suo aperitivo.

foto: OKNOstudio

Inoltre, il 26 e 27 ottobre (dalle ore 10.00 alle ore 13.00) Kinkaleri presenta il laboratorio di movimento Here: attraverso l’invenzione di un codice gestuale, il “codiceK”, che traduce letteralmente ogni lettera dell’alfabeto in
movimento, si dà il via ad un processo che fa sì che il corpo assuma il gesto
come “traduzione” in movimento. Il laboratorio è rivolto a persone con una buona attitudine al movimento, per un massimo di 15 partecipanti. Invio candidature a promozione.teatro@triennale.org (costo del laboratorio: 60 euro).

foto: OKNOstudio

Il punto di vista di Margareth

Caduta. 

Questa l’azione, la parola, la visione ridondante.

Chi cade? E’ la prima domanda che mi pongo … scena sgombra quasi completamente, a parte qualche piccolo elemento che si confonde col luogo scenico asettico ed essenziale. La performance nasce così … perchè, questa a cui assistiamo è una vera e propria “performance d’arte in movimento”.

Il divenire a cui si assiste si sviluppa secondo un ritmo costante ma mai del tutto prevedibile. La certezza è il continuo “riempirsi” della scena che funge da materia plastica che si lascia calpestare, accoglie le cadute, riceve liquidi, oggetti, cibo, i performers.

La colonna sonora sono brani pop che ascoltiamo indirettamente; siamo il filtro e anche l’eco di un mondo “di dentro” e “di fuori” dell’essere umano. 

Assistiamo, sorridiamo, intuiamo, ci facciamo domande per comprendere o per dare spiegazioni a noi stessi … perché, in fondo, quello che cerchiamo, assistendo a un lavoro di questo tipo, è il coraggio di vedere noi stessi, la nostra società che “cade” e continuamente, solitaria e rinchiusa nel proprio guscio di solitudine, cerca di “provare” e “riprovare” a vivere e a dare un senso alla sua esistenza. Siamo di fronte ai mille tentativi di comprendere un mondo che ci offre possibilità ma che insieme ci distrugge e allontana … ci schiaccia eppure, continuiamo a riprovarci e a ripartire. 

Trovo ottimismo in questo essere umano che comunque non si arrende e cerca sempre nuove energie per rimettersi in moto, quasi fosse ormai una macchina che continua ad avere sempre nuovi accessori ma di cui non conosce, di ognuno, il reale applicativo. Quindi, immagina e cerca di sperimentare un “uso” e, prima o poi, troverà la soluzione di vivere invece di sopravvivere?

Margareth Londo

foto: OKNOstudio

Kinkaleri, compagnia fondata a Firenze nel 1995, sviluppa un percorso fra performance, ricerca coreografica e del movimento, installazioni, allestimenti, materiali sonori. I lavori del gruppo sono stati presentati in Italia e all’estero in festival, musei, teatri e gallerie, tra cui il Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles e il Centre Pompidou di Parigi. Nel 2002 la compagnia riceve il premio Lo Straniero – Scommesse per il futuro e il Premio Ubu per <OTTO> come miglior progetto di teatrodanza. Tra i lavori di Kinkaleri, che hanno ricevuto ospitalità in numerose programmazioni ibride di genere, trovando un importante riconoscimento sulla scena della ricerca italiana ed estera (Milano, CRT e Uovo Performing Arts Festival; Santarcangelo Festival; Prato Teatro Fabbricone; Terni, Es.terni; Ferrara, Teatro Comunale; Torino, Teatro Regio; Parigi, Centre Pompidou Les Spectacles Vivants; Bruxelles, Kunstefestivaldesarts, Pechino, Anno dell’Italia in Cina Oriental Pioneer theatre; Tokyo, Body/Other; Amburgo, Kampnagel; Vienna, TanzQuartier; Berlino, Hebbel-am-Ufer e TanzImAugust, Nyon, Far Festival des arts) ricordiamo Amras (1995), Doom (1996), Super (1997), 1.9cc GLX (1998), Esso (1999/2000), et (1999/2000), Zoo (2000/2001), I Cenci/Spettacolo (2004), pool (2005), 11cover (2006), Nerone (2006), pinocchio (2007), THE HUNGRY MARCH SHOW // Between a carrot and I (2007) e Yes Sir! (2008), Alcuni giorni sono migliori di altri (2008), All! (2012-2018), No Title Yet (2017), I love you Tosca (2018). Nel 2001 la compagnia si trasferisce a Prato nello spazioK, dove tutt’ora ha la sua sede operativa

foto: OKNOstudio

Dal 2013 lo spazioK è centro di residenza regionale sviluppando percorsi artistici appartenenti ai diversi campi della creazione rivolti alle giovani generazioni. Lo spazio è anche il luogo dei progetti is it my world? e Body To Be, serie di residenze e appuntamenti sulle arti della scena. Già ospite di Triennale Milano Teatro nella stagione 2017/2018 con No Title Yet e con Butterfly, immaginifico adattamento per l’infanzia della celebre Madama Butterfly di Puccini, il gruppo è attualmente formato da Massimo Conti, Marco Mazzoni e Gina Monaco.

foto: OKNOstudio

INFO
Nei giorni di programmazione la biglietteria resta aperta fino all’inizio dello spettacolo.

Triennale Milano Teatro – T. 02 72434258 – Web triennale.org
e-mail biglietteria.teatro@triennale.org

Categories: DANZA

Leave a Reply