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Continua la collaborazione tra il Teatro Atir Ringhiera e il Teatro della Cooperativa che anche nella stagione 2012/2013 provano a scambiarsi esperienze artistiche incontrandosi e contaminandosi a vicenda.
 
Negli stessi giorni – dal 7 al 10 febbraio – il Teatro della Cooperativa ospiterà lo spettacolo IL RITRATTO DELLA SALUTE, produzione ATIR, mentre il Teatro Ringhiera ospiterà a sua volta, CHICAGO BOYS, una produzione del Teatro della Cooperativa.
 
Entrambi gli spettacoli vengono riproposti per rafforzare un percorso comune che il Teatro della Cooperativa e il Teatro Atir Ringhiera stanno realizzando ciascuno nel proprio territorio d’azione, entrambi impegnati nella valorizzazione delle periferie della città e nella formazione di un pubblico trasversale.
 
 
 

TEATRO ATIR RINGHIERA – MILANO

 
 

RIBELLIONI POSSIBILI

 
dal 7 al 10 febbraio 2013
 
 
 

CHICAGO BOYS

 
 
Testo e regia Renato Sarti
Con la collaborazione di Bebo Storti
 
Con Renato Sarti ed Elena Novoselova
Scene e costumi Carlo Sala
 
 
1 Renato Sarti Elena Novoselova in Chicago Boys or 18 (foto Roby Schirer)
 
Riproporre Chicago Boys perché dopo un anno di fallimenti, crack finanziari che hanno fatto perdere agli stati nazionali 15 trilioni di dollari per salvare le banche e compagnie di assicurazioni private, conti pubblici in balìa di misteriose agenzie di rating e in un momento di profonda crisi del sistema economico globale, questo spettacolo – nato in forma breve per Report di Milena Gabanelli su RAI 3 – può spiegarcene cause e meccanismi.
 
Il protagonista, spietato finanziere capitalista interpretato da Renato Sarti, fa parte della stretta élite dello 0,15% degli abitanti del pianeta che continuano ad arricchirsi a spese del 99,85% della popolazione mondiale. 
 
Chicago Boys ci può far capire con violenta lucidità questi fenomeni contemporanei.
 
In un rifugio anti-atomico, in compagnia della sua escort russa, dalle acque putride di una vasca da bagno, questo
viscido e poderoso faccendiere, sostenitore dei Chicago Boys, vive, mangia e si disseta, compra azioni e tiene una
conferenza “strampalata, senza lieto fine” nella quale cercherà di adescare tra il pubblico nuovi adepti. 
 
I Chicago Boys erano seguaci del grande guru del liberismo Milton Friedman che hanno influenzato le politiche di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher, Cile, Argentina, Russia, Polonia e Cina ecc. 
L’imposizione di queste politiche economiche è sempre stata affiancata da golpe, spietate dittature, sanguinose
repressioni di piazza, torture e desaparecidos, di cui il nostro protagonista si vanta.
L’altra faccia della medaglia del liberismo sfrenato sono licenziamenti, diminuzione di stipendi, pensioni e welfare, quindi
miseria, malavita, alcoolismo, tossicodipendenze, AIDS, prostituzione minorile e suicidi.
 
Uno spettacolo che attraverso il motto “Pubblicizzare le perdite e privatizzare i guadagni” ci porta fino ai giorni nostri. 
 
 
Renato Sarti in Chicago Boys or 16 (foto Roby Schirer)
 
Buio e fumo che si diffonde nell’aria. Luce rossa che dal basso, attraverso griglie scenografiche, riverbera nei nostri occhi. Si intravedono le sagome dei protagonisti entrare in scena.
Come fosse una discesa agli inferi, ci troviamo catapultati davanti a una vasca da bagno quasi fosse il trono di un re sprofondato nella melma di quel mondo – il suo reame – di cui egli stesso è uno degli artefici-creatori.
 
Le proiezioni, sui due lati della stessa scena, accompagnano il susseguirsi delle argomentazioni – stile conferenza – del protagonista e della sua assistente/escort russa.
 
E’ lo spaccato senza “veli” del nostro mondo. Avvertiamo quel senso di inadeguatezza che nasce dal disagio di guardare in faccia la verità…e in quella vasca ci sentiamo un po’ tutti immersi in qualche maniera.
Di quell’acqua putrida ne sentiamo quasi il cattivo odore; non vogliamo averci a che fare ma sappiamo di esserci dentro fino al collo anche noi. Assistiamo a quel mondo che conosciamo ma, che pur negandone l’evidente marcio, ormai, ne è impregnato.
 
Il centro è proprio questo: vedere e ascoltare ciò che sappiamo per accorgerci di quanto il subire abbia indebolito la nostra mente e le soprattutto assopito le nostre coscienze. 
 
M. Londo
 
 
Categories: SPETTACOLI

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