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TIEFFE TEATRO MENOTTI – MILANO

 
 
loc
 
 

Compagnia Gli Ipocriti

 
presenta
 
 

OCCIDENTE SOLITARIO

 
 

di Martin McDonagh

 
traduzione Luca Scarlini
 
 
con 
Claudio Santamaria – Coleman
Filippo Nigro – Valene
Massimo De Santis – Padre Welsh
Azzurra Antonacci – Ragazzina
 
scene Bruno Buonincontri
costumi Caterina Nardi
musica originale Riccardo Bertini
disegno luci Sergio Ciattaglia
regia Juan Diego Puerta Lopez
 
 
Spettacolo inserito nella terna dei finalisti per i Premi UBU 2012 come migliore novità straniera
Filippo Nigro Premio le Maschere del Teatro Italiano 2012
 
 
Occidente Solitario 01
 
Sul palco del Teatro Menotti Claudio Santamaria e Filippo Nigro portano in scena il rapporto burrascoso tra due fratelli, sullo sfondo di un villaggio irlandese. Il racconto di Martin McDonagh è uno spaccato di vita reale, inquietante e cinico. I rapporti tra i personaggi sono portati all’estremo e il dramma diventa una commedia nera, dove il delirio e la stravaganza sono tessuti attraverso un umorismo eccentrico e ironico.
 
 
Occidente Solitario 05
 
Apertura del sipario e ci ritroviamo immediatamente all’interno di una casa.
Conosciamo presto uno dei due protagonisti, Coleman, e un prete, Padre Welsh.
Subito avvertiamo aggressività e sarcasmi che aprono a sorrisi dettati da un’atmosfera insana del loro vivere.
Il sorriso è quasi un disagio: sappiamo chiaramente che non ha toni e carattere del sorriso benevolo e disincantato ma è uno sfogo imprigionato dell’io dei protagonisti. Entra in gioco anche Valene, fratello di Coleman e poi Ragazzina.
 
I due fratelli sono in eterno conflitto. La recente morte del padre sottolinea ancor più le loro discordie. Il gergo, i dispetti, i fanatismi portano violentemente alla luce l'impossibilità del vivere mostrando una quotidianità fatta di litigi e vendette.
 
Il giovane prete, assillato dalle sue continue crisi vocazionali, mette in luce la fragilità e la debolezza del suo stato. Non riuscirà a pacificare i due fratelli e allo stesso tempo a sedare i suoi conflitti interiori cadendo nel vortice dell’idea del fallimento del proprio mandato: la scelta sarà la morte.
Intanto, la figura di Ragazzina, rappresenta la tentazione e il conforto, ingenuo e insieme malizioso, rivolto a Padre Welsh. L’esito sarà, comunque, negativo…
 
Certamente, la scrittura del regista, sceneggiatore e commediografo inglese Martin McDonagh non è facile da restituire scenicamente; del resto, non si può, a mio avviso, considerare questo lavoro completamente riuscito. A mancare sono i ritmi recitativi, le sospensioni, la cura dei tempi tra azione e reazione, le parole non terminate, l’uso della voce e dei toni, i voli su quelli che sono i punti cardine della storia – ad esempio l’incontro tra Padre Welsh e Ragazzina – il sospetto, il senso di colpa, la catarsi dei personaggi si perde…e slega il pubblico e il desiderio di proseguire col seguito della storia. Il restare sopra le righe, dal punto di vista registico, conduce a un grande rischio: lo svuotamento dei contenuti che, invece, sono fortissimi nello scritto di Martin McDonagh e per nulla semplicistici.
 
M. Londo
 
 
Occidente Solitario foto d'insieme 2012.13 Pino Le Pera
 
 
Categories: CURIOSITA'

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