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dal 11 al 14 ottobre 2012
Teatro Arsenale – Milano, via C. Correnti 11
 

IL MIO NOME E’ BOHUMIL

liberamente ispirato a “Ho servito il re d’Inghilterra
di Bohumil Hrabal
 
di Jacob Olesen, Giovanna Mori, Francesco Di Branco
con: Jacob Olesen
 
regia di: Giovanna Mori  ripresa da: Giovanni Calò
luci: Luca Febbraro
produzione A.C.T.I. Teatro Indipendente
 
 
 
A volte può capitare che in scena ci sia un solo uomo, ma attraverso di lui compaiano una marea di personaggi. Il mio nome è Bohumil, monologo tratto dal romanzo di Bohumil Hrabal Ho servito il re d’Inghilterra e interpretato da Jacob Olesen, è un esempio di questa magia.
 
In scena c’è un uomo che indossa un frac e porta con sé una valigia. E’ un piccolo cameriere di nome Bohumil che cerca di fare fortuna, e un attimo dopo quel cameriere non c’è più, al suo posto appare un grasso direttore d’albergo in sedia a rotelle, seguito da un maître dall’eleganza regale, una prostituta gentile, una giovane tedesca legata al regime nazista e ancora un dottore dall’aria poco rassicurante e tanti altri personaggi. Con loro si mescolano diversi idiomi dall’italiano, al cecoslovacco, al tedesco e altre lingue del nord-est, che danno voce alla colorata storia di Bohumil; uomo molto piccolo che vuole sembrare più alto, allora tenta di allungare il collo, ma rimane comunque piccolo. Una storia che attraversa la guerra, l’occupazione nazista di Praga e dell’intero Paese, fino alla caduta del regime tedesco.
 
La storia di Bohumil è piccola come la sua statura, contenuta, però, in altre storie molto più grandi; proprio come l’enorme cammello che una sera ha l’onore di servire al re di Etiopia – Un cammello con dentro delle antilopi e dentro le antilopi venti tacchini e dentro i tacchini uova sode e del pesce
 
Bohumil guarda alla sua vita come uno spettatore ingenuo e non coglie le contraddizioni degli avvenimenti che, intanto, sconvolgono il mondo che lo circonda. Mentre tutto va a rotoli, conta qualcosa il modo di agire del singolo?  Olesen attraverso questo spettacolo vuole dirci di sì. Ci invita a non seguire l’esempio di Bohumil ma ad affrontare la vita in modo critico. Noi non dobbiamo essere spettatori di ciò che accade, ma parte attiva e integrante di quello che è e che sarà.
 
A. Spernicelli
 
Contributo audio:

 
Categories: IN EVIDENZA

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