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E

PRESENTANO

Pianisti di altri mondi

dal jazz alle sonorità contemporanee

Rassegna ideata da Gianni Morelenbaum Gualberto

in collaborazione tra la Società del Quartetto di Milano e il Teatro Franco Parenti

SECONDO APPUNTAMENTO:

Sala Grande del Teatro Franco Parenti

Domenica 9 febbraio | ore 11.00

Vanessa Wagner

Il virtuosismo contemporaneo da Moondog a Meredith Monk, passando per Philip Glass

V Wagner – photo Clara Diebler

Vanessa Wagner mette il suo ben noto virtuosismo al servizio di autori che hanno voluto porsi ai confini fra il linguaggio accademico e la ricchezza dei vernacoli che sincretismi e contaminazioni hanno disseminato lungo tutto il Novecento: l’inclinazione cinematografica di Michael Nyman, il lontano e poetico mondo baltico di Peteris Vasks, l’ipnosi timbrica di Hans Otte, il tratto incantatorio di Meredith Monk, il trascinante sciamanesimo di Moondog, il romantico minimalismo europeo di Wim Mertens, lo ieratico incontro fra linguaggio accademico e l’energia dell’improvvisazione elettrica di Bryce Dessner.

Giovane prodigio, Vanessa Wagner ha studiato a lungo la musica accademica, specializzandosi nel repertorio lisztiano e in quello francese novecentesco, per poi mettere tutto da parte e interessarsi ai rapporti fra strumenti acustici ed elettronica. Lavora da tempo con una celebrità dell’elettronica come il messicano Murcof, creando spettacoli in cui la pagina scritta viene rielaborata contestualmente dall’elettronica. Collabora poi con numerose compagnie teatrali francesi, come quella di Yoann Bourgeois, creando azioni teatrali sulla musica eseguita.

Vanessa Wagner by Clara Diebler

Il punto di vista di Margareth:

Passo leggero, figura esile e slanciata. Vanessa Wagner con grande semplicità inizia il suo concerto.

Servono poche note per avvertire, immediatamente, la rispettosa grazia e la sapiente delicatezza che, questa artista, pone nel rivolgersi ai tasti del pianoforte, armata di una profonda cura emozionale. Questa dedizione si trasforma in suono e in vibranti frequenze che si avvicendano, durante il farsi melodioso, di azione in azione: la creazione, la trasformazione, la sublimazione e il perdersi per ritrovarsi e ripartire…è un tumulto dell’anima.

Non sono note che si rincorrono l’una con l’altra ma, è un’unica nota che prende corpo e ci travolge come un fiume impetuoso capace di condurci verso spazi immensi e dilatati.

I confini si abbattono, non esistono più: lo sguardo interiore dello spettatore si apre e si perde nella vasta e infinita luce degli spazi aperti. Ossigeno, vitalità, colori…sfilano queste suggestioni durante l’ascolto.

E’ un racconto tutto d’un fiato!

Le pause, sono danza di invisibili ma percepibili sinusoidi vibranti. Sono domati e accompagnati dal gesto elegante e carezzevole della pianista. La sua musica è energia che prende vita. Un racconto sonoro e spirituale insieme. 

Non ha importanza quanto possa durare una frase musicale o una nota…quel che conta è il momento che si dilata o si contrae in alternanze armoniche capaci di vibrare e fondersi con la nostra interiorità.

Come una danza, appunto, le note si muovono nello spazio scenico e si disperdono tra gli uditori per raccontare le proprie armoniche suggestioni. Piccoli e fugaci sguardi ai gesti che parlano al posto della voce. Occhi chiusi per cogliere le minuziose onde fluttuanti nell’etere. Orecchie tese a captare i movimenti della vitalità sonora.

Al termine, siamo giunti al mare…e siamo il delta di quel fiume che abbiamo navigato, che ci ha trascinato con sé e che ci ha energicamente rivitalizzato. E ci tuffiamo nel mare! Liberi e leggeri…come il tocco delle lunghe dita dell’artista che hanno creato il prodigio.

Margareth Londo

Vanessa Wagner by Clara Diebler

PRIMO APPUNTAMENTO:

domenica 19 gennaio 2020 | ore 11

Vijay Iyer

pianoforte

PHOTO – Vijay Iyer Solo by Lena Adasheva

Autore e interprete celebrato internazionalmente, spalanca una finestra sulla musica improvvisata che, partendo dal jazz, è diventata uno fra i principali veicoli espressivi della tradizione musicale americana, assimilando una molteplicità di materiali: dalle strutture accademiche agli echi dei song e delle canzoni popolari ai ritmi che il Nuovo Mondo ha saputo estrarre da più e diverse tradizioni.

E’ stato fin da giovanissimo un genio della matematica, chiamato a Stanford poco più che adolescente. Ha mollato tutto per darsi alla musica, e in poco meno di un decennio è diventato una star negli Stati Uniti, mescolando la sua tradizione (i genitori sono stati fra i primi a emigrare dall’India) con quella della musica contemporanea e quella improvvisata. Oggi è professore con cattedra a vita a Harvard, ha scritto testi illuminanti di filosofia della musica improvvisata e sui criteri neurologici e antropologici dell’improvvisazione.

Elegante di portamento, vagamente altero e professorale, ha uno spiccato sense of humor di marca britannica più che americana. Ha ricevuto la MacArthur Grant, che negli Stati Uniti si conferisce a chi è considerato un genio. E’ artista ECM.

Il punto di vista di Margareth:

Scrivere di un’artista come Vijay Iyer, sintesi di umana e geniale intelligenza emotivo-creativa, è solo che un onore per me.

Aver assistito a un suo concerto, da solista, quale rarità e dono, è un’emozione unica e irripetibile da esternare con la massima delicatezza per la ricerca precisa delle sensazioni vissute e le frequenze assorbite durante l’ascolto, profondo e vigile del suo “sapere interiore”.

Un’artista come Vijay Iyer, non suona solo un pianoforte…egli traduce momenti interiori della propria vita, condivisa col proprio pubblico e il proprio intorno sempre mutevoli e variegati, per restituirne l’essenza profonda del proprio e singolare “sentire in musica”. Ogni momento è un attimo di eterno che non torna…è unico e irripetibile. Ogni ispirazione racconta la mutevolezza della vitalità che porta l’uomo a misurarsi costantemente con l’esistenza. Ogni tasto del pianoforte che si dona a lui è la funzione primaria della sua creazione artistica e l’ispirazione nata in quel preciso momento.

Un suo concerto è un regalo e, il Teatro Franco Parenti ha portato questo incanto al suo pubblico.

La sua partitura è l’improvvisazione: la maestria con la quale la asseconda e le consente di esprimersi e palesarsi è puntuale e impeccabile. La sua musica segue uno spartito scritto nella propria mente e nel proprio cuore, in un equilibrio empirico ma reale insieme: le note raccontano, attraverso una ritmica dettata dalla propria interiorità, una partitura impregnata di coerenza estetica capace di portare all’esterno il pulsare armonico che gli sussurra ispirazione. Le strutture diventano frasi; le pause, i piano e i crescendo si trasformano nella descrizione di un’emozione che assume colori e umori. Con docile abilità, esse entrano in noi ascoltatori che, inermi le lasciamo fluire dentro di noi, assorbendone come spugne, il valore intrinseco che esprimono. Essenzialmente: ci nutriamo.

Il gusto è la caratteristica stilistica e interpretativa del profondo dialogo che questo meraviglioso artista regala al proprio pubblico e, quest’ultimo, è chiamato a partecipare al farsi di un’arte che modula e ri-modula frequenze capaci di riassumere, in un sol tocco, la nostra vibrazione vitale.

Margareth Londo

Press Photo 2019 – Vijay Iyer color – credit Monica Jane Frisell

Con la nuova collaborazione tra il Teatro Franco Parenti e la Società del Quartetto si vuole offrire un nuovo modo di “fare musica” rivolgendosi ad un pubblico più ampio di quello che tradizionalmente viene ai concerti.

            “Milano è una città culturalmente unica – dice Ilaria Borletti Buitoni presidente della Società del Quartetto – anche perché le istituzioni milanesi sanno collaborare e l’iniziativa Pianisti di altri mondi è il frutto di questo spirito che porterà al Franco Parenti per la Società del Quartetto artisti straordinari con programmi affascinanti”.

            “La collaborazione fra il Teatro Franco Parenti con la Società del Quartetto di Milano sottolinea Andrée Ruth Shammah – porta nel nostro teatro una rassegna musicale di grandi interpreti che rafforza il nostro  costante interesse per la contemporaneità. Ancora una volta il Franco Parenti sarà il punto d’osservazione privilegiato  del panorama creativo internazionale, in una città come Milano, che oggi è il centro della vita culturale del Paese”.

La rassegna si configura come un viaggio straordinario in 8 tappe affidato a 11 musicisti dal mondo. Un percorso, ideato da Gianni Morelenbaum Gualberto, che spinge a varcare frontiere geografiche, stilistiche, temporali, attraverso più linguaggi e sincretismi. Per sfatare il mito di una musica contemporanea incomunicabile e arcigna e la fama ostile che accompagna molta produzione del Novecento musicale e per fare la conoscenza – non senza divertimento e levità – con mondi di grande fascino e complessità, di straordinaria varietà e vivacità. Per seguire gli sviluppi della cultura musicale accademica extra-europea, in particolar modo quella delle Americhe, dal Novecento fino ai nostri giorni.

            Il cartellone è affidato a interpreti di grande notorietà e rilevanza internazionale e unisce impegno, spettacolarità e qualità, esponendo la molteplicità di esperienze che la musica vicina ai nostri tempi sa offrire.


Date e orari degli appuntamenti della Rassegna:

ore 11.00 | Sala Grande del Teatro
Domenica 19 gennaio – 9 e 23 febbraio – 15, 22, 29 marzo – 5 aprile

ore 20.30 | Bagni Misteriosi
Venerdì 22 maggio


Biglietti
In vendita presso Teatro Parenti, Società del Quartetto e online su www.teatrofrancoparenti.it

In collaborazione con Associazione Pierlombardo

In collaborazione con FAZIOLI


Società del Quartetto di Milanowww.quartettomilano.it
Via Durini 2, 20122 Milano
Telefono 02 76005500

Teatro Franco Parentiwww.teatrofrancoparenti.it
Via Pier Lombardo, 14, 20135 Milano
Telefono 02 59995206

Categories: INIZIATIVE, PROMPT

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