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Dal 13 al 16 e dal 20 al 23 Febbraio

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L’essere del non essere

di Marco Maria Linzi, ispirato alla sparizione di Robert Walser

di e diretto da Marco Maria Linzi 
con Micaela Brignone, Fabio Brusadin, Silvia Camellini, Simone Carta, Sabrina Faroldi, Arianna Granello, Alessandro Lipari, Marco Mannone, Eugenio Mascagni, Stefano Montani, Magda Zaninetti
video artist Stefano Slocovich
costumi Margherita Platè
suono (live) Leonardo Gaipa
aiuto regia e foto Daniela Franco
scene Marco Maria Linzi, Sabrina Faroldi, Fabio Brusadin, Ryan Contratista

“Lo spettacolo è un percorso intorno alla figura di Robert Walser, tra biografia e scritture, sue e di chi l’ha incontrato; la spina dorsale è costituita dallo Jakob von Gunten, mentre le voci del passato prendono spunto dai Bassifondi di Gorky.
È il percorso di sparizione di Walser, che corre insieme alla mia tentazione all’oblio, un percorso che nasce lontano, dal Castello di Kafka e dagli ostacoli che il protagonista, K, incontra nella sua corsa per cercare di essere con gli altri, allineato con il mondo senza perdere la propria essenza e natura. K diventa così Jakob che a sua volta è Robert Walser.
Walser, come K, è un ottimista che continua a fallire nel suo intento, o perdendo se stesso, o rifiutato dal mondo.
Da qui, dopo l’arrivo e la confessione del suo viaggio fallimentare, il protagonista entra nel mondo dell’Istituto Benjamenta, una scuola che addestra servitori, uomini dei bassifondi, con un passato difficile, che non erano e non saranno niente nella vita, degli zero, tondi come una palla. 

Un percorso di formazione che, da una prima fase in cui gli insegnamenti appaiono vuoti e senza senso, e l’istituto una menzogna, affaccia Jakob ad una nuova consapevolezza facendogli accettare il proprio stato, lavando via il proprio ego dalle vuote aspirazioni e dalle sovrastrutture. 
Questa nuova condizione si compie attraverso l’essere utile, il servire, che ha poco a che fare col lavoro del cameriere ma piuttosto con la ricerca del se stesso intimo, reale. 

Un percorso tra l’annientamento e il risveglio. Un cambiamento di prospettiva su tutti i valori, una rivalutazione del basso, del piccolo, dell’invisibile ma necessario, dell’essere utili, prima ancora di essere. L’essere del non essere. 

Una rivoluzione presente che si confronta con quello che dentro di noi è stato scritto e che abbiamo vissuto nel passato, una rivoluzione in continua tentazione verso i luccicanti segnali del mondo, in tensione verso tutto quello che si manifesta e corre intorno a noi. Difficile rimanere fermi. Il protagonista, ed io stesso, nonostante questa consapevolezza, siamo inesorabilmente tesi verso desideri di cui sappiamo poco, in cui forse nemmeno ci impegniamo a fondo, perché hanno sì un profumo accattivante che da qualche parte sembra necessario, ma nei momenti di vuoto, in quel sottofondo, se ci si ferma, si può sentire l’odore di qualcosa di estraneo, lo stesso disgusto che si poteva provare annusando un uomo del 700, sporco, ma coperto di cipria e profumi. 
C’è da rinchiudersi in un manicomio quando i propri desideri hanno questo odore. 
Walser l’ha fatto, per 20 anni, fino alla sparizione definitiva, di sé e della propria scrittura, io ancora non so, non credo di avere tutto quel coraggio.”
 Marco Maria Linzi


Robert Walser (1878-1956): poeta e scrittore svizzero di lingua tedesca. Subito amato da grandi intellettuali e scrittori  (Musil, Kafka, Benjamin) – «Kafka è un caso particolare del tipo Walser», scrisse Robert Musil nel 1914 -, patì la solitudine dell’oblio (molti editori rifiutarono le sue opere) e trascorse anni in un ospedale psichiatrico. A lungo si è ritenuto che,dopo questi eventi, avesse abbandonato la scrittura salvo poi scoprire che, al contrario, non si era mai interrotto e che anzi aveva elaborato una personale tecnica di scrittura (i microgrammi), oggi di grande interesse per i critici. All’interno della produzione walseriana, Jakob von Gunten (Jakob è il protagonista di questo spettacolo) è forse l’opera più completa e complessa, nonché la più cara all’autore. 


Teatro della Contraddizione – via della Braida, 6 – 20122 Milano

Infoline e prenotazioni: 025462155 – prenotazioni@teatrodellacontraddizione.it

Date e Orari: 13, 14, 15, 16 e 20, 21, 22, 23 Febbraio 2020 – ore 20,45

Per vedere gli spettacoli è necessaria tessera associativa 2019/2020 (gratuita)

Prenotazione caldamente consigliata, i posti sono limitati
Ingresso riservato ai soci
> Tesseramento gratuito ma necessario: http://www.tesseramentocontraddizione.it

Come raggiungerci:
MM3 Porta Romana
Tram 16 – 29 – 30 – 9
BikeMi: Stazione 141 Caldara / Curtatone – Stazione 71 Medaglie D’Oro 2 

Categories: IN EVIDENZA

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