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10 – 15 dicembre | sala Fassbinder

fedeli d’Amore

polittico in sette quadri

di Marco Martinelli

ideazione e regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari

in scena Ermanna Montanari

musica Luigi Ceccarelli | tromba Simone Marzocchi | regia del suono Marco Olivieri

spazio e costumi Ermanna Montanari e Anusc Castiglioni

ombre Anusc Castiglioni | disegno luci Enrico Isola

setar persiano in audio Darioush Madani | realizzazione musiche Edisonstudio Roma

produzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro

in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia 2018 e Teatro Alighieri di Ravenna

Premio Ubu 2018 “Miglior attrice” a Ermanna Montanari per l’interpretazione in fedeli d’Amore e Va pensiero.

Fedeli d’Amore 2018 – Enrico Fedrigoli

fedeli d’Amore è un polittico in sette quadri, un testo di Marco Martinelli ‘attorno’ a Dante Alighieri e al nostro presente. A parlarci, nei singoli quadri, sono voci diverse: la nebbia di un’alba del 1321, il demone della fossa dove sono puniti i mercanti di morte, un asino che ha trasportato il poeta nel suo ultimo viaggio, il diavoletto del ‘rabbuffo’ che scatena le risse attorno al denaro, l’Italia che scalcia se stessa, Antonia figlia dell’Alighieri e «una fine che non è una fine». Queste voci ci parlano del profugo, del poeta fuggito dalla sua città che lo ha condannato al rogo e ora è sul letto di morte in esilio, a Ravenna, in preda a febbre malarica. La nebbia per prima si infila nelle fessure delle finestre, entra in quella cameretta e ce lo descrive sulla soglia del passaggio estremo. Quelle voci sono sospese tra il Trecento e il nostro presente e la scrittura di Martinelli accetta, e non da oggi, la sfida dantesca di tenere insieme ‘realtà’ politica e metafisica, cronaca e spiritualità.

Amore è evocato come stella polare dei fedeli d’Amore, forza che libera l’umanità dalla violenza, che salva «l’aiuola che ci fa tanto feroci». Le voci di questo ‘polittico’ sono un’unica voce che ne sa contenere innumerevoli, quella di Ermanna Montanari: aria, fuoco, suono, materia. Questo ‘polittico’ per il palcoscenico arricchisce l’itinerario che, insieme a Ravenna Festival, Martinelli, Montanari e il Teatro delle Albe hanno iniziato nel 2017 con Inferno, proseguito quest’anno con Purgatorio e che  culminerà nel 2021 con il Paradiso, a completare le Tre Cantiche della Divina Commedia, nell’ambito delle manifestazioni per i Sette secoli della morte di Dante.

Fedeli d’Amore è un ulteriore tassello della loro incessante ricerca drammaturgica, vocale, musicale e visiva, insieme a sapienti come Luigi Ceccarelli e Marco Olivieri, Anusc Castiglioni e Simone Marzocchi e si inserisce in quel solco dove centrale è l’alchimia vocale-sonora della figura.

Fedeli d’Amore 2018 – Enrico Fedrigoli

Il punto di vista di Margareth

Buio e la voce straziante di una tromba che, in crescendo, ci invade e ci trascina in un luogo altro…stiamo scendendo nelle profondità dell’abisso…luci e ombre accompagnano il nostro “precipitare” e la vertigine ci scaraventa in un limbo che disorienta. Non sappiamo più dove siamo…non distinguiamo niente…siamo sradicati, smarriti, confusi, turbati…ma, curiosi di comprendere dove ci troviamo.

All’improvviso, una voce comincia a parlarci; è la nebbia in un’alba del 1321. Racconta e ci guida. Riusciamo a visualizzare la densità della sua fattezza. Non possiamo distinguere nulla con la nebbia, eppure, la voce di Ermanna Montanari che dona le sfumature vocali a questo fenomeno naturale, ci permette di vedere oltre ciò che non si può vedere. Avvertiamo la presenza della morte; Dante è in fin di vita in una Ravenna che lo osserva silenziosa.

E’ il primo quadro, dei sette, che compone il polittico di questa pièce.

I minimi e misurati movimenti che accompagnano le voci sceniche di Ermanna Montanari definiscono atmosfere, pause riflessive, risonanze interiori. Il viaggio nei sette quadri del polittico è permeato di accenti e puntualizzazioni, di oscillazioni temporali tra il tempo che è stato e il tempo che è. Siamo il pendolo di Galileo che stupisce lo scienziato col suo movimento e gli solletica l’intuizione che lo condurrà alla sua scoperta rivoluzionaria. Oscillando tra passato e presente resta una costante: l’abisso infernale.

Così, il mondo di Dante si apre al nostro contemporaneo: “E’ il demone della fossa che grida” “crudele bestialità” e giungono i racconti degli affari dei mercanti di morte e lo smercio di “carne umana” e “piani quinquennali sul crepare altrui” e le “Organizzazioni Internazionali che scialano soldi” “che si preoccupano per la fame nel mondo mentre tutt’attorno le bombe fan del mondo un sarcofago”. Poi, “E’ l’asino in croce che ricorda” “gli uomini basta che allarghino le braccia sono fatti a croce” “la croce sta ferma e tutto il mondo gira. Senza la croce non ci sarebbe il mondo!” Giungiamo al quarto quadro “E’ il diavolo del rabbuffo che scherza”, “parti mai uguali fratelli si dividono” “arrivano nella nebbia se ne vanno nelle tenebre”. E il quinto quadro “E’ l’Italia che scalcia se stessa” “violenze e scontri tra fratelli anche tra quelli della stessa parte” “e mai preoccupati se a causa di questa loro guerra mandano in sfacelo la Patria”. Segue il sesto quadro “E’ Antonia, la figlia del poeta” per terminare col settimo “E’ una fine che non è una fine”.

Il lavoro di Marco Martinelli e Ermanna Montanari racconta colori e sfumature attraverso le luci di scena dal carattere esistenziale e buio; voci di mondi lontani eppure così vicini. E’ un respiro profondo sull’uomo e la società che vive e costruisce giorno per giorno scegliendo un malessere di fondo che incide e segna la sua anima condizionando quelle prossime a venire.

La cupezza del mondo che viene cantato a più voci da un’unica ed eccezionale interprete è il taglio vivo di una ferita che sanguina ogni giorno sotto i nostri occhi e nei nostri cuori. E se l’ultimo quadro “E’ una fine che non è una fine” e se Dante, dopo l’ultimo respiro torna alla luce eterna, allora, anche per noi può esistere una speranza ancora …

Margareth Londo


La tournée dello spettacolo prosegue fino a febbraio 2020 tra Torino, Modena, Forlì, Rimini, Pordenone.


TEATRO ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, Milano – Orari: Martedì, mercoledì, venerdì e sabato 21:00, domenica 16:30 (giovedì riposo) – Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org.

Categories: IN EVIDENZA

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