Print pagePDF pageEmail page

Sala AcomeA
3 – 15 Dicembre 2019

L’INFINITO TRA PARENTESI

di Marco Malvaldi
con Maddalena Crippa, Giovanni Crippa
regia Piero Maccarinelli
scene Maurizio Balò
musiche Antonio Di Pofi
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia / Teatro della Toscana / Teatro Nazionale / Mittlefest 2019

durata 1h20

simone di luca – l’infinito tra parentesi

Oppenheimer e la poesia, Star Trek e il teletrasporto quantistico, Carl Barks – il papà di Paperino – scienziato inconsapevole, Maxwell, Lucrezio e la teoria cinetica dei fluidi…
Gli estremi della cultura umanistica e di quella scientifica si intrecciano in questo affascinante testo che parte dall’omonimo libro di Marco Malvaldi –
romanziere/giallista/chimico – e attraverso vicende apparentemente quotidiane ci sfida a entrare nel complesso rapporto tra letteratura/ poesia e scienza.

simone di luca – l’infinito tra parentesi

Francesca e Paolo sono due fratelli, lei umanista e lui scienziato, entrambi hanno due belle carriere di docenti universitari. A un certo punto le loro strade si incrociano quando Paolo lotta per diventare rettore dell’Università, e vi è lo scontro, e l’incontro, di due diverse concezioni della realtà.
Il tema del rapporto tra due mondi e fra due tipi di conoscenze apparentemente lontani, ma che si intrecciano continuamente nelle nostre vite, è stato il punto di partenza di questo progetto di Piero Maccarinelli, con cui continua l’indagine su teatro e scienza.

simone di luca – l’infinito tra parentesi

Il punto di vista di Margareth

Due attori, che nella vita reale sono fratelli, li ritroviamo sulla scena, a interpretare il reciproco ruolo di due “fratelli”: certamente, non una scelta accidentale…La trasposizione dall’omonimo libro “L’infinito tra parentesi” di Marco Malvaldi, si pone davanti al proprio pubblico in sala in maniera diretta, spontanea e semplice.

Il dialogo, che i due fratelli instaurano, cadenzato e dirompente insieme, ci rende partecipi di un’analisi attenta e ugualmente colorita del dualismo scienza/umanesimo. Le due realtà sono incarnate e disgiunte nei due protagonisti. Allo stesso tempo, sono unite perché gli interpreti essendo due fratelli sono figli di una medesima essenza e matrice umana che è “la vita”.

Il gioco sintattico e virtuoso verso cui Malvaldi, il regista e i due attori ci conducono è sottile e audace. E’ una disanima che si esprime e si dispiega per giungere alla percezione dell’armonia che entrambe, nel giusto equilibrio, possono offrire all’esistenza umana. Il viaggio tra citazioni, formule scientifiche, riflessioni poetiche, è l’espediente comunicativo e realmente tangibile del dubbio amletico verso cui l’uomo traspone le proprie pulsioni esistenziali.

E cosa vuol  dire, per uno scienziato, trovare la risposta a un matrimonio finito? Cosa vuol dire riconoscere la verità senza prendersi troppo sul serio? Che significato ha l’etica morale e il sentimentalismo? Cosa fa la differenza in una disputa carrieristica di altissimo livello intellettuale? Quanto la letteratura insegna, attraverso le storie, le vite altrui e la sensibilità di chi ha intuito gli stessi quesiti e ci ha ragionato sopra? Quale possibilità offre la poesia di migliorare la nostra esistenza e l’approccio alla vita, consentendoci una  visione del mondo che ci permetta di allenare la mente all’osservazione dinamica da differenti angolazioni e non chiusa nell’intreccio molecolare in cui tutto muta nella perfezione dei legami chimici e delle relative combinazioni infinitesimali?

L’armonico abbraccio finale, suggellato dal recupero della musica e del canto corale dei due fratelli, ci quieta e rinfranca: ci fa fare pace con la vita portandoci, come una carezza, alla consapevolezza che per essere felici serve tutto nella giusta misura. Ogni cosa non è mai fine a se stessa ma fa parte e ha bisogno dell’altro; che si tratti di legami chimici, parole e punteggiature, sguardi sull’infinito o occhi negli occhi. 

La vita è un dolce e agitato attimo che si perpetua nell’eternità fatta di equilibri che oscillano continuamente tra il logico e l’illogico.

Margareth Londo

simone di luca – l’infinito tra parentesi

ORARI
martedì h 20:30, mercoledì h 19:15, giovedì h 20:00, venerdì h 20:30, sabato h 21:00, domenica h 15:45

INFO | Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

Categories: TEATRO

Leave a Reply