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MilanOltre Festival 2019

33ª EDIZIONE | … e la danza continua

Teatro Elfo Puccini | Università degli Studi di Milano |
DanceHaus
27 settembre – 13 ottobre 2019

Sala Shakespeare | ven 11/sab 12 ott ore 20.30 – dom 13 ott. ore 18.00

RICHARD SIEGAL/BALLET OF DIFFERENCE AT SCHAUSPIEL KÖLN

New Ocean (the natch’l blues)

coreografia e scene Richard Siegal
drammaturgia Tobias Staab
musica Alva Noto, Ryuichi Sakamoto, Ensemble Modern
interpreti Margarida de Abreu Neto, Jemima Rose Dean, Gustavo Gomes, Mason Manning, Andrea Mocciardini, Claudia Ortiz Arraiza, Zuzana Zahradníková, Long Zou
luci Matthias Singer
costumi Flora Miranda
produzione Schauspiel Köln, Tanz Köln
in coproduzione con Muffatwerk München
progetto finanziato dal programma NEUE WEGE di KULTURsekretariat NRW, Ministero della Cultura e della Scienza dello stato della Renania Settentrionale-Vestfalia, Dipartimento Culturale della Città di Monaco, Kunststiftung NRW
in partnership con Goethe-Institut Mailand
durata 110’
prima nazionale

Con la sua prima coreografia a serata intera, Richard Siegal rende omaggio a un grande maestro della danza moderna che avrebbe celebrato il suo centesimo compleanno nel 2019: Merce Cunningham. Il titolo New Ocean allude all’iconica opera di Cunningham Ocean, l’ultima collaborazione tra Cunningham e il compositore John Cage, che è stata presentata a Bruxelles nel 1994. Allo stesso tempo, New Ocean si riferisce alla storia di Siegal come coreografo. Dopotutto, la creazione UNITXT nel 2013 nasce come complemento a Biped di Cunningham, parte del Exits and Entrances commissione del Bavarian State Ballet.

Ispirato dal lavoro di Cunningham, organizzato in modo circolare e matematicamente strutturato in 128 frasi, lo spettacolo “ruota attorno” alla figura del cerchio. Contrariamente a Cunningham, tuttavia, Siegal mira a spezzare la forma del cerchio e lasciare che il caos penetri nel cosmo – una risposta alla condizione ecologica e socio-politica dei nostri tempi. Un orizzonte universale che è già definito nell’Iliade. Omero, infatti, considerava la divina personificazione di Oceanus non solo come il fiume che circonda la terra abitata e il padre di tutti i fiumi, ma, ancor più importante, come
l’origine di tutta la vita.

Musicalmente, l’esplorazione del coreografo del principio oceanico segue l’approccio originale di Cage, che ha scritto un lavoro per un’orchestra di 150 musicisti. Un’esecuzione che combina il paesaggio sonoro elettronico dal suo collaboratore David Tudor. La composizione è rimasta un
frammento ed è stata completata dopo la morte di Cage dal suo assistente Andrew Culver, secondo i principi di composizione del maestro. Anche Il pubblico di New Ocean (The natch’l blues) sarà immerso in emozionanti paesaggi sonori contemporanei. La musica attinge dall’album utp_ di Alva Noto, figura di spicco dell’attuale avanguardia elettronica, dal repertorio del compositore Ryuichi Sakamoto e da quello Ensemble Modern.

New Ocean non vuole essere il successore del gigantesco progetto di Cunningham, piuttosto, riflettendo sugli sviluppi ambientali del presente, Richard Siegal inventa un rigoroso sistema matematico che utilizza un algoritmo di nuova concezione per tradurre i rilevamenti dei cambiamenti climatici in azioni coreografiche. Siegal raccoglie alcuni principi del lavoro di Cunningham e li collega al linguaggio del suo Ballet of Difference.

«TS: Hai citato un generatore casuale di dati che voi due avete sviluppato insieme usando i dati del ghiaccio polare che si sta lentamente sciogliendo. Puoi dirci qualcosa di più?
Matthias Singer: ci sono tutti questi dati che sono stati generati nel corso degli ultimi 40 anni dalla tecnologia satellitare al fine di creare mappe sul ghiaccio delle regioni polari. Suddivide l’intera regione in diversi mari: Beaufort, la Siberia orientale e l’Arcipelago Canadese. Ce ne sono circa 20-30.
RS: I dati raccolti sono stati ora reinterpretati usando i parametri definiti dalle necessità della coreografia. Quindi il sistema seleziona da un catalogo di variazioni e temi ciò che costituisce l’insieme del materiale che i ballerini eseguono sul palco. Ci sono 94 sequenze.
TS: Quindi i ballerini darebbero un’idea della quantità di ghiaccio che si scioglie nei mari attorno al polo nord?
MS: Sì, può essere inteso come una visualizzazione di tali dati. I dati hanno delle frequenze che in questo caso devono espandersi e contrarsi a ondate nel corso di un anno. In pratica mostrano se l’area sta aumentando o diminuendo.
TS: Ma cosa ritrovo di tutto questo solo guardando i ballerini sul palco?
MS: All’inizio ci sono otto ballerini sul palco e alla fine non ne resta nessuno. Stiamo seguendo due schemi. Uno riguarda l’inverno e l’estate, l’altro uno sviluppo generale su una scala a lungo termine. Sebbene il secondo modello mostri una tendenza alla diminuzione, ci sono delle irregolarità che fanno scomparire i ballerini e li fanno apparire nuovamente.
TS: Sarebbe interessante rivedere questa danza diciamo tra 150 anni?
RS: Non è possibile! Almeno se le proiezioni sono corrette. Ma chi lo sa. Non viene da pensare anche
all’affidabilità di quei dati e alla loro interpretazione? A volte penso che non abbiamo assolutamente motivo di credere che il ghiaccio si stia effettivamente sciogliendo al polo nord. Non lo sappiamo davvero. Tutto ciò che abbiamo sono i numeri e le persone a cui scegliamo di credere o meno. Io ho scelto di crederci, anche se in realtà non ho mai assistito allo scioglimento del ghiaccio. Vedo foto e video. Cosa che in realtà si applica a quasi tutto ciò che sappiamo. È una domanda epistemologica.
MS: Il mondo è diventato troppo complesso, quindi hai scelto le fonti attendibili in cui credi. Abbiamo pensato di utilizzare le proiezioni di scenari futuri.
RS: Coreografie che saranno eseguite per sempre, da nessuno».
(Dalla conversazione del programma di sala tra Tobias Staab/drammaturgia, Richard Siegal/coreografia e Matthias Singer/luci)

  • Il punto di vista di Margareth

Parto da una premessa.

Sono giunta in Teatro non avendo letto alcuna introduzione allo spettacolo: non volevo compromettere la mia mente con aspettative e immagini possibili. Ho deciso di lasciarmi guidare dai danzatori, dai miei occhi, dalle mie orecchie e dall’atmosfera che si sarebbe sviluppata durante il lavoro scenico.

Il primo “senso” ad essere attivato è l’udito: dal momento in cui la sollecitazione sonora è stata carpita dal mio timpano è stato sancito l’inizio del viaggio scenico, motivo per il quale mi trovavo lì, spettatrice.

Poi, la vista…toni di grigio descritti da una luce “lunare” per intensità e consistenza…a delineare un luogo senza tempo, asettico, essenziale. Un grande cerchio a terra.

Inizia la danza. Esseri che entrano ed escono dalla scena, dal cerchio e dalla mia vista. La rappresentazione segue un ritmo costante e preciso tra “dentro” la vita e “fuori” la vita; nel cerchio e oltre il cerchio che diventa un semicerchio nel suo raccontarsi. E mi sono immersa in un tempo sospeso tra vita e morte dove le scansioni ritmiche avanzano quasi fossero messaggi precodificati.  

Gli effetti di fumo, filtrato dalla luce bianco “ghiaccio” ricreano in me sensazioni di freddo e atmosfere siderali di profondo silenzio; le proiezioni si insinuano tra i corpi dei danzatori e le nebbie che avvolgono e dipanano le uniche forme di vita…quasi il sublimarsi in vapore acqueo del calore dei corpi dei danzatori…unica energia vitale ad animare una scena in cui oblio e abisso predominano.

Un primo e un secondo tempo in cui lo spettatore vive la fatica di esistere e resistere, in cui il grande e intenso lavoro dei danzatori misura e scandisce il ritmo di un cuore che batte per far riecheggiare la vita. E, poi, la quarta dimensione crolla: la fine…oppure, un nuovo inizio…

Margareth Londo

prima assoluta: 27 settembre 2019, Depot 1 Schauspiel Köln, Germania
(repliche 2019: 29-09, 30 – 11/ 1-12 | repliche 2020: 4/6-02, 3/4 -04)
debutto italiano: 11 ottobre, Festival MilanOltre (Teatro Elfo Puccini). Repliche 12 e 13 ottobre.
Altre date italiane: 16 ottobre, Festival Aperto 2019, Reggio Emilia, Teatro Ariosto

MilanOltre Festival:
INFORMAZIONI, PRENOTAZIONI E PREVENDITA: Teatro Elfo Puccini, Cso Buenos Aires 33, Milano tel. 02.00.66.06.06 – biglietteria@elfo.org |
www.milanoltre.org

Categories: DANZA, FESTIVAL, IN EVIDENZA

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