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Assessorato Welfare – Comune di Bari

Teatro Kismet OperA

 
 

IO SONO DIVERSO E TU?

 
 
 
“Corpi che chiedono asilo di esistenza così come sono, di andare oltre , oltre la siepe che divide il me da te, labile confine che frana quando io sono te. Nessun recinto può arginare le differenze. Tutta la natura  è grande  testimone di differenze, non un chicco di grano o un granello  di polvere sono uguali. Dunque , cosa ci fa uguali, cosa ci fa differenti? Le abilità? La sottrazione di abilità?  Un intero che si riduce?  Quale intero?Io sono diverso e tu?   Diverso rispetto ad un tutto, quindi unico. Unico  il cuore che batte, unico quel pulsare del sangue nelle vene, unico  quel guardare senza domande , unico quell’appoggiarti al mio braccio per scendere le scale e poi inciampare sempre nello  zerbino e ridere e  dire …accidenti!”
 
                                          Teresa Ludovico
 
 
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Seminario per operatori

15 e 16 dicembre 2012, 3 e 4 maggio 2013
 
 

Teatro e disabilità: esperienze e modelli

Coordinato da Giorgio Testa e Ivana Conte¹

 
Il seminario è rivolto a:
– operatori impegnati in strutture sanitarie o socio-riabilitative
– insegnanti dei vari ordini di scuola che utilizzano il teatro come strumenti di integrazione
– organizzatori, promotori di iniziative di Teatro sociale (amministratori, associazioni di genitori)
–  studiosi della questione
 
Obiettivi del seminario:
– conoscenza e analisi delle varie esperienze in relazione a:
a. committenza ed economie
c. contesto istituzionale
b. finalità sociali, riabilitative, terapeutiche, artistiche
c. linguaggio teatrale usato
d. figure professionali coinvolte
e. esito-spettacolo eventuale e suo destinatario/pubblico
–  formazione di un coordinamento tra operatori ed eventuale piano di cooperazione e ricerca
– coinvolgimento intanto nella organizzazione della manifestazione del 2-4 Maggio
 

¹ La proposta di coinvolgerla nell’impresa viene dal fatto che è persona competente e di mia assoluta fiducia. Abbiamo collaborato per anni nel CTE e ora ne La casa dello Spettatore, e inoltre, per quel che attiene alla nostra iniziativa, tieni presente che abbiamo lavorato insieme alla prima e unica inchiesta-censimento effettuata a livello nazionale sui gruppi e le compagnie che svolgono attività teatrali con soggetti svantaggiati/disagiati (cfr. Teatro e Disagio, Arti Grafiche Stibu, Urbania, 2003) e che  ha appena curato il volume Il pubblico del Teatro Sociale (Franco Angeli, 2012)

 
Nella sessione di maggio, l’esperienza ruoterà intorno a una rassegna teatrale speciale dove ogni  prodotto-spettacolo è assunto e discusso come esempio-modello di  una modalità di incontro tra  teatro e disabilità. Tipologie di spettacolo:
 
– Spettacoli professionale senza disabili ma che hanno la disabilità in senso lato come tema
– Spettacoli  professionali con attori disabili in scena
– Spettacoli non professionali da contesto scolastico, socio-riabilitativo, terapeutico 
 
 

Sabato 15 dicembre

Seminario, ore 15.30-19.30
 
 

Domenica 16 dicembre

ore 9-13 seminario
ore 13.30 pausa pranzo
ore 15-18 seminario
 
 
ore 18 visione dello spettacolo per i partecipanti al seminario:

Scarlattine Teatro 

 

24583 piccole inquietanti meraviglie

 
Pasquale è un bambino con un piccolo difetto: ha due grandi denti sporgenti. Li ha fin dalla nascita e sono per lui un vero problema. Sono oggetto d’attenzione e critica dei vicini di casa, del pediatra e persino i suoi genitori, nonostante l’amore che hanno per lui, faticano ad accettare questa sua caratteristica così stravagante se non addirittura poco gradevole rispetto all’estetica comune.
Pasquale è diverso. E con l’inizio della scuola iniziano i veri problemi: Pasquale è facile bersaglio delle prese in giro dei compagni e persino della maestra. In questo, però, non è solo: anche Lalla, la bambina dagli occhi a palla, è spesso vittima di cattive ironie e scherzi feroci. Pasquale e Lalla sono entrambe creature fragili, ma saranno capaci di accettarsi, individualmente e reciprocamente, di allearsi e di affrontare gli altri. Entrambi potranno trovare nuova forza non solo nell’amicizia, ma proprio in quella che ritengono essere la loro debolezza.
 
ore 19 incontro con la compagnia. Conclusioni
 
 

Laboratorio Teatrale per persone disabili

Da metà marzo con conclusione il 3 maggio
 

Intimo gesto

Laboratorio teatrale per persone disabili, condotto da Giulio De Leo

 
Il laboratorio si svolgerà presso il Teatro Kismet, con il seguente calendario:
 
12 marzo dalle 10.00 alle 12.00 – laboratorio;
19 marzo dalle 10.00 alle 12.00 – laboratorio;
26 marzo dalle 10.00 alle 12.00 – laboratorio;
27 aprile dalle 10.00 alle 12.00 – laboratorio;
 9 aprile dalle 10.00 alle 12.00 – laboratorio;
16 aprile dalle 10.00 alle 12.00 – laboratorio;
23 aprile dalle 10.00 alle 12.00 – laboratorio;
26 aprile dalle 10.00 alle 12.00 – laboratorio;
30 aprile dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00 – prove in teatro;
 2 maggio dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 in poi – prove e spettacolo in teatro
 
 

Seminario per operatori e rassegna teatrale

 

Giovedì 2 maggio 2013

 
ore 18 dimostrazione aperta del laboratorio “Intimo gesto” condotto da Giulio De Leo
 
 

Venerdì 3 maggio 2013

 
ore 11 – 13, 15 -19 seminario
 
 
ore 21.00 – visione dello spettacolo:

Compagnia Danio Manfredini

 

Al presente

Di e con Danio Manfredini
 
La scena si presenta bianca e disadorna, enorme per un uomo solo con se stesso. La scena è un foglio bianco sul quale l’attore prova a tracciare la poesia dell’esistere. La scena è possibilità che attrae e spaventa, è specchio di fronte al quale vedersi e darsi un nome; è riflettore al quale anelare e dal quale fuggire per proteggere la verità del proprio cuore.
La scena è emergenza che graffia il corpo e l’anima, è altare che attende la vittima ed il suo carnefice. La pittura, proiettata sul fondale, è silenzio che rilassa e placa l’inquietudine di esistere.
In quel candore Danio Manfredini, danzando, inizia a tessere un universo di sublime poesia, in cui il suo corpo diventa tramite di un flusso emotivo che, partendo dagli anni dei corsi di pittura nell’ospedale psichiatrico a Milano, attraversa l’esistenza dell’artista, alla ricerca della sua identità e della sua arte. Lo spettacolo è un caleidoscopio di immagini, parole, canzoni, personaggi, emozioni, che compongono e scompongono le pieghe dell’esistere.
Filo conduttore è la diversità, l’estraneità al mondo e a se stessi, la difficoltà di essere, il dolore. Alla fine, i quadri sullo sfondo sono sostituiti dalle foto di volti: si chiude la porta sull’interiorità, e l’improvviso silenzio lascia il pubblico solo, questa volta di fronte a se stesso o di fronte ad una piccola fulminea rivelazione.
Grande prova d’attore, che tocca l’anima dello spettatore, perché “Al presente” è uno spettacolo che smuove e commuove. Un’opera in divenire, un “lavoro incompiuto”, lo definisce lo stesso Manfredini, alla ricerca del sé, dove l’uomo, attraverso i gesti, i pensieri, i volti e i corpi sacrificali dei malati psichiatrici che l’attore assume in sé e su di sé, emerge nella contraddittorietà del vivere quotidiano. Quel vivere nel quale la massima beffa è sostanziata nell’essere giudicato per un solo gesto, nell’essere inscritto in una sola forma di pirandelliana memoria, mentre l’anima attende un “pescatore” che la riporti a se stessa.
“Non si è mai completamente infelici e si finisce per far l’abitudine a tutto […] anche all’ospizio”, sentenzia Manfredini in scena. Come non trovare, in quest’affermazione, il male di vivere che colpisce ognuno di noi quotidianamente, quando una cosa è l’essere con se stessi e un’altra è l’essere nel mondo: in un ruolo, in una forma, che molto difficilmente combacia con l’essenza.
 
A seguire lo spettacolo:
Incontro con la compagnia
 
 

Sabato 4 maggio

 
ore 10 – 13, 15 – 18 seminario
 
 
ore 18 – visione dello spettacolo:

Teatro Kismet OperA/ Comune di Bari – Assessorato Welfare

 

Cara Medea e Piccola Antigone

atti unici di Antonio Tarantino
regia Teresa Ludovico
con Teresa Ludovico e Vito Carbonara
 
Antonio Tarantino , con “Cara Medea” e” Piccola Antigone” , riporta i miti  nella nostra storia recente , nei sobborghi     di città degradate o  distrutte dalla guerra .   Il risultato è un viaggio in quella modernità che ci abita, ci lacera e ci pone tante domande, una per tutte: l’altro. Le protagoniste di queste storie vomitano parole feroci e banali per sfuggire , spesso, al dolore di un vivere quotidiano  che le stringe in una morsa inesorabile e le paralizza  .
In “Cara Medea”, la protagonista è un’ex deportata ,rinchiusa in un lager dopo aver ucciso i figli, che percorre un’Europa post bellica per raggiungere il suo Giasone a Pola. “Piccola Antigone” è la storia di una prostituta che incontra  un cliente che si svelerà essere poi Edipo, suo padre.
 
ore 19.00 discussione e conclusioni sugli argomenti trattati nella giornata
 
 
ore 21.00 – visione dello spettacolo:

Compagnia Dark Camera/Alice Società Cooperativa/Centro socio riabilitativo Luigi Capotorti di Tarquinia

 

CHE QUALCUNO ASCOLTI, CHE QUALCUNO SIA…

regia di Marcello Sambati
con la collaborazione di Monica Brizi
foto di Daniele Vita
 
Fabio, Stefano, Michela, Simona e gli altri, attori di sé stessi, danno vita a un teatro antinarrativo esponendo il proprio essere, il proprio singolare corpo-persona come eloquente verità della vita vivente. Un teatro fatto di piccole apparizioni, che crea lo spazio e il tempo del loro essere visibili, integralmente visibili: incertezze, vizi, debolezze; ma quel che più conta è la forza della presenza di figure fatte di verità/finzione/verità. Nessuno chiede mai che cosa significhi questa o quella scena: silenziosamente si è accomunati da un sentimento di meraviglia che ci avvicina al mondo naturale, che non conosce significati.
“Ho scelto di non sostituire la voce dei protagonisti con sonorità appartenenti ad altri universi vocali;  e la parola, per quanto incerta, incomprensibile o frantumata,  di trattenerla come lingua possibile, giacché attraverso questo genere di parola ci giungono segnali, emozioni e domande; ho anche deciso di proteggerla dal facile, istintivo desiderio di farla migliore, più chiara, più simile alla mia, alla nostra. Alla parola sempre si accompagna lo sguardo, la luce del loro guardare e sono in armonia parola e sguardo, si completano, quando si mostrano in scena, nell’abbagliante luce di un faro teatrale, quando chiedono se è il loro momento, se possono cominciare. Maneggiare questo materiale umano – stimolare, proporre, guardare, apprezzare, correggere, rifiutare, gratificare – è come “restaurare” preziosi e fragili gioielli che un minimo urto può frantumare. Il titolo è tratto da una poesia di Simona, un’attrice della compagnia.”
Marcello Sambati
 
A seguire lo spettacolo:
Incontro con la compagnia
 
 
Categories: INIZIATIVE, LABORATORI

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