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Milano / 16 ottobre – 4 novembre / Elfo Puccini

martedì/sabato 20.30 – domenica 16.30
 

La discesa di Orfeo

di Tennessee Williams

 
traduzione di Gerardo Guerrieri
drammaturgia e regia di Elio De Capitani
 
scene e costumi di Carlo Sala
luci di Nando Frigerio
suono Giuseppe Marzoli
 
Lady Torrance Cristina Crippa
Val Xavier Edoardo Ribatto
Carol Cutrere Elena Russo Arman
Jabe Torrance Luca Toracca
sceriffo Jack Talbott Elio De Capitani
(interpretato da Federico Vanni al debutto di Spoleto e di Milano)
Vee Talbott Corinna Agustoni
David Cutrere/Dog Hamma Cristian Giammarini
Infermiera Porter Debora Zuin
Beulah Binnings Sara Borsarelli
Dolly Hamma Carolina Cametti
Pee Wee Binnings Marco Bonadei
chitarra elettrica Alessandra Novaga

Produzione Teatro dell'Elfo

La discesa di Orfeo viene presentato per gentile concessione
della University of the South, Sewanee, Tennessee
 
Lo spettacolo ha debuttato il 13 luglio 2012 al Festival dei 2Mondi di Spoleto
 
 
Undici attori in scena, una chitarrista, un’ambientazione che grazie a giochi di luci, movimenti dei vari personaggi, suoni e rumori, si dilata e contrae per evocare, nella mente dello spettatore, spazi di interni che diventano di esterni e viceversa, in risposta alle circostanze narrative.
Ci troviamo di fronte a un testo inedito per la scena italiana, dell’autore statunitense Tennessee Williams, messo in scena dal regista Elio De Capitani.
 
Il procedere cadenzato della storia ci invita a cogliere quella sorta di potere onirico attraverso il quale lo spettatore è guidato a indagare la vita di questi personaggi consumati nella propria esistenza tragica.
Il giovane protagonista Val, vagabondo innamorato di Lady, una donna matura, prigioniera di un marito malato, crudele e che non ha mai amato, è il centro attorno al quale ruota tutto: è lui l’incarnazione del moderno Orfeo. Colui che cerca di riportare alla vita la sua amata ma che resta vittima di quella crudeltà che non accetta prima la sua presenza, poi, l’amore dei due protagonisti e insieme la felicità che li avrebbe potuti attendere.
 
Val, accompagnato dalla sua inseparabile chitarra, sembra evocare il canto di Orfeo al cospetto di Ade e Persefone nel Regno dei Morti. In questo contesto, anche gli attori co-protagonisti, si alternano, dall’essere portavoce della propria storia a parte di quel coro, costituito di volta in volta, per narrare le vicende sulla scia della tipologia tragica greca. Le note profonde scandite dalla chitarrista dettano il ritmo che accompagna, in un’atmosfera che pervade lo spirito, il susseguirsi crudele del gioco delle parti per la riconquista della vita che purtroppo non avverrà.
 
M. Londo
 
Contributo audio:
 
 
 
Categories: SPETTACOLI

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